

I dati ufficiali relativi al mese di maggio 2026 sui tempi di attesa nell’intera provincia di Bari (Asl Bari, Policlinico, Irccs Giovanni Paolo II, Irccs Maugeri, Irccs De Bellis, EEMiulli e privato accreditato fotografano una situazione gravissima e non più tollerabile. Su 70.770 prestazioni di primo accesso prenotate, ben 67.543 risultano associate alla garanzia dei tempi massimi, ma per gran parte delle visite e degli esami le percentuali di rispetto delle priorità restano drammaticamente basse.
L’operazione di recall promossa negli ultimi mesi dalla Regione Puglia, pur avendo consentito di contattare e anticipare una parte delle prenotazioni, non ha determinato quel miglioramento strutturale che i cittadini attendono. La stessa Regione ha comunicato oltre 230 mila cittadini contattati e più di 130 mila prestazioni anticipate a livello regionale, ma i dati dell’area barese dimostrano che il problema non può essere affrontato soltanto attraverso operazioni straordinarie e temporanee.
Gli esempi contenuti nella tabella dei tempi di attesa sono impietosi.
Per la prima visita cardiologica, soltanto il 24,73% delle prestazioni urgenti viene garantito entro tre giorni; la percentuale scende al 17,35% per la classe breve, con una mediana di 43 giorni di attesa, arriva appena al 17,01% per la differibile, con 157 giorni, e al 22,83% per la programmata, con una mediana addirittura di 334 giorni.
Per la prima visita oculistica, il rispetto dei tempi è fermo al 10,98% per le urgenze, al 14,02% per le brevi e al 17,30% per le differibili. Anche le visite ortopediche, neurologiche, otorinolaringoiatriche e fisiatriche presentano percentuali spesso comprese tra il 12 e il 30 per cento.
Ancora più preoccupanti sono alcune prestazioni diagnostiche. Per l’ecocolordoppler arterioso, soltanto il 14,04% delle prestazioni urgenti viene effettuato nei tempi previsti, l’11,02% delle brevi e il 13,48% delle differibili, con mediane che raggiungono rispettivamente 109, 248 e 276 giorni. Per la colonscopia, le attese mediane arrivano a 378 giorni per la classe differibile e a 524 giorni per la programmata. Per l’elettromiografia, la mediana raggiunge 292 giorni per le differibili e 276 giorni per le programmate.
Numeri che certificano il fallimento di un sistema nel quale la classe di priorità prescritta dal medico troppo spesso rimane soltanto una sigla sulla ricetta.
La CISL di Bari denuncia con forza anche il blocco del confronto con la ASL Bari, intervenuto all’indomani dell’insediamento del nuovo governo regionale, che ha di fatto congelato il percorso costruito nei tavoli negoziali avviati in attuazione del Protocollo regionale del 2 maggio 2023.
Quel confronto aveva portato alla definizione di soluzioni concrete e, soprattutto, alla predisposizione dei percorsi di tutela per i cittadini ai quali il servizio sanitario non riesce a garantire la prestazione entro i tempi previsti. Percorsi che non rappresentano una concessione delle amministrazioni o delle aziende sanitarie, ma un obbligo previsto dalla normativa nazionale e dalla programmazione regionale. La stessa disciplina regionale assegna ai sistemi di prenotazione il compito di predisporre specifici percorsi di tutela per le prestazioni non garantite nei tempi massimi.
Un principio ulteriormente rafforzato dal decreto-legge n. 73 del 2024, convertito nella legge 29 luglio 2024, n. 107, recante misure urgenti per la riduzione delle liste d’attesa.
I percorsi di tutela erano pronti per essere messi in opera e avrebbero consentito una presa in carico effettiva del cittadino, evitando che fosse lasciato solo nella ricerca di una struttura disponibile. Il sistema sanitario, quando non è in grado di rispettare i tempi prescritti, deve individuare una soluzione alternativa, anche attraverso l’attività libero-professionale intramuraria o il privato accreditato, senza scaricare ulteriori costi sull’assistito.
Invece tutto è stato fermato.
È una situazione paradossale e socialmente ingiusta. Circa un cittadino su due, secondo le valutazioni della CISL territoriale, finisce ormai per rinunciare, rinviare oppure acquistare privatamente visite ed esami che dovrebbero essere garantiti dal servizio pubblico. Gli stessi cittadini saranno però chiamati a sostenere l’aumento dell’addizionale regionale Irpef, pagando un conto sempre più pesante senza ricevere in cambio servizi sanitari adeguati.
Non accetteremo che il diritto alla salute venga trasformato in un privilegio riservato a chi può permettersi di pagare.
La CISL di Bari chiede l’immediata riapertura del confronto con la ASL Bari e con la Regione Puglia, l’attivazione senza ulteriori rinvii dei percorsi di tutela, la piena trasparenza sui tempi effettivi di erogazione e l’individuazione delle responsabilità gestionali nei casi di sistematico mancato rispetto delle priorità.
Il recall può rappresentare uno strumento aggiuntivo, ma non può diventare l’alibi per rinviare le misure strutturali, né può sostituire il diritto del cittadino ad avere una risposta certa quando il sistema pubblico non rispetta i tempi.
In assenza di risposte immediate, la CISL di Bari è pronta alla mobilitazione. Promuoveremo assemblee cittadine e iniziative nei territori della provincia, coinvolgendo lavoratori, pensionati, famiglie, associazioni e amministrazioni locali.
Dalla ASL Bari alla Regione Puglia, nessuno può sottrarsi all’obbligo di applicare rigorosamente le norme. Nessuno può omettere di garantire i percorsi di tutela. Nessuno può chiedere ai cittadini di continuare a pagare tasse, ticket e prestazioni private senza assicurare loro un accesso tempestivo alle cure. Il diritto alla salute non può essere messo in lista d’attesa.

Un Patto per il lavoro che unisca istituzioni, imprese, università, scuola, parti sociali e territori. E un Osservatorio permanente capace di illuminare le zone d’ombra del mercato del lavoro e delle fragilità sociali: è questa la proposta forte lanciata dalla CISL Bari-BAT nel Consiglio generale dal titolo «Il Patto che fa crescere. Sinergie sindacati-istituzioni per lavoro, investimenti e diritti sociali», in programma a Bari, martedì 23 giugno 2026, all’Hotel Excelsior (Via Giulio Petroni 15, ore 9.45).
Al centro della relazione del segretario generale della Cisl Bari-BAT, Giuseppe Boccuzzi, una parola che ritorna come un filo rosso: «partecipazione». Perché, nessuna crescita è possibile se una parte della comunità resta indietro. Nessun territorio può correre se perde giovani, competenze, lavoro e fiducia.
Al consiglio generale della Cisl territoriale partecipano Angela Perna, consigliera comunale con delega al Lavoro del Comune di Bari, Nicola Amoruso, consigliere comunale con delega al Lavoro del Comune di Bari, Antonio Castellucci, segretario generale della CISL Puglia, e Sauro Rossi, segretario confederale nazionale della Cisl.
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Un momento di grande commozione e profondo significato quello vissuto presso la sede della FNP CISL di Andria, dove la sala riunioni è stata intitolata alla memoria di Riccardo Lotito, storico responsabile sindacale cittadino, scomparso lo scorso 27 aprile. Un gesto che vuole rendere omaggio a un uomo che ha dedicato la propria vita al servizio degli altri, distinguendosi per umanità, generosità, altruismo e straordinario senso del dovere. Sindacalista autentico, punto di riferimento per lavoratori, pensionati e cittadini, Riccardo Lotito ha incarnato i valori più profondi della CISL, mettendo sempre al centro la persona, l’ascolto e la solidarietà. Alla cerimonia di intitolazione sono intervenuti Franco Capodiferro, Segretario Generale della FNP CISL Bari-BAT, Giuseppe Boccuzzi Segretario generale CISL Bari BAT , Tonia Sinisi segretaria CISL Bari, Monsignor Luigi Mansi, Vescovo della Diocesi di Andria, Canosa e Minervino, e Domenico Maiorano Reggente della FNP CISL PugliaPresenti anche i familiari, numerosi amici e tanti cislini che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, condividere con lui il percorso sindacale e apprezzarne le straordinarie qualità umane e professionali.
L’intitolazione della sala riunioni rappresenta un segno concreto e duraturo di riconoscenza verso una persona che ha lasciato un’impronta indelebile nella comunità andriese e nella grande famiglia della CISL. Il suo esempio continuerà a vivere ogni giorno nei luoghi del confronto, della partecipazione e dell’impegno sociale, ispirando le future generazioni di sindacalisti e cittadini. Un ricordo che diventa memoria collettiva e che custodisce l’eredità morale di un uomo che ha fatto della vicinanza alle persone la sua missione di vita.










Nel giorno della Festa della Repubblica, rinnoviamo l’impegno per un’Italia più giusta, inclusiva e vicina ai lavoratori e alle famiglie.

La CISL Bari continua ad ampliare la rete di servizi e opportunità dedicate ai propri iscritti. È stata sottoscritta una nuova e vantaggiosa convenzione con BdM Banca (già Banca Popolare di Bari), che prevede condizioni agevolate su conti correnti, carte di pagamento, internet banking, prestiti personali e mutui. Tra i benefici riservati agli iscritti: canone gratuito del conto per i primi 12 mesi, carta di debito gratuita, prelievi senza commissioni presso gli ATM di altre banche dell’area euro per il primo anno, internet banking incluso e la possibilità di accedere a prestiti e mutui a condizioni dedicate. Un’opportunità concreta per sostenere famiglie, lavoratori e pensionati.
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