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La pensione è un traguardo importante. E arrivarci preparati fa la differenza. La CISL Bari, la FNP Cisl Bari e INAS Bari, ti accompagnano passo dopo passo, con un’operatrice pronta a seguirti e assisterti nelle procedure, aiutandoti a orientarti tra pratiche, tempi e documenti.

Per ricevere assistenza, invia un messaggio al 320 887 3827: sarai ricontattato.

Oppure chiama lo 080 558 85 67.

La vicenda della proprietà del Teatro Petruzzelli non può continuare a restare sospesa nell’incertezza. In attesa della decisione della Cassazione, FISTel CISL Puglia eCISL Bari, ribadiscono la necessità di un’assunzione di responsabilità da parte di tutte le istituzioni coinvolte, nell’interesse della città, dei lavoratori e della cultura.

Il Petruzzelli non è soltanto un teatro: è un patrimonio culturale, sociale ed economico della nostra comunità, capace di generare valore, occupazione e attrattività per l’intero territorio metropolitano.

Come sottolinea il Segretario Generale della CISL Bari Giuseppe Boccuzzi, sul quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno “alla politica spetta il compito di costruire una soluzione capace di tutelare l’interesse generale”, evitando che eventuali conseguenze economiche e gestionali possano ricadere sulla Fondazione e sui lavoratori.

Per questo chiediamo che venga promosso, nel più breve tempo possibile, un tavolo istituzionale congiunto, in grado di individuare una soluzione definitiva e sostenibile, garantendo stabilità alla Fondazione Petruzzelli e continuità alla programmazione artistica.

La CISL continuerà a sostenere ogni percorso capace di salvaguardare il futuro del Teatro, il lavoro delle maestranze e un bene che appartiene all’intera città di Bari.

Il Petruzzelli ha bisogno di certezze, responsabilità e visione. Bari non può permettersi di restare ancora in attesa.”

I dati ufficiali relativi al mese di maggio 2026 sui tempi di attesa nell’intera provincia di Bari (Asl Bari, Policlinico, Irccs Giovanni Paolo II, Irccs Maugeri, Irccs De Bellis, EEMiulli e privato accreditato fotografano una situazione gravissima e non più tollerabile. Su 70.770 prestazioni di primo accesso prenotate, ben 67.543 risultano associate alla garanzia dei tempi massimi, ma per gran parte delle visite e degli esami le percentuali di rispetto delle priorità restano drammaticamente basse.

L’operazione di recall promossa negli ultimi mesi dalla Regione Puglia, pur avendo consentito di contattare e anticipare una parte delle prenotazioni, non ha determinato quel miglioramento strutturale che i cittadini attendono. La stessa Regione ha comunicato oltre 230 mila cittadini contattati e più di 130 mila prestazioni anticipate a livello regionale, ma i dati dell’area barese dimostrano che il problema non può essere affrontato soltanto attraverso operazioni straordinarie e temporanee.

Gli esempi contenuti nella tabella dei tempi di attesa sono impietosi.

Per la prima visita cardiologica, soltanto il 24,73% delle prestazioni urgenti viene garantito entro tre giorni; la percentuale scende al 17,35% per la classe breve, con una mediana di 43 giorni di attesa, arriva appena al 17,01% per la differibile, con 157 giorni, e al 22,83% per la programmata, con una mediana addirittura di 334 giorni.

Per la prima visita oculistica, il rispetto dei tempi è fermo al 10,98% per le urgenze, al 14,02% per le brevi e al 17,30% per le differibili. Anche le visite ortopediche, neurologiche, otorinolaringoiatriche e fisiatriche presentano percentuali spesso comprese tra il 12 e il 30 per cento.

Ancora più preoccupanti sono alcune prestazioni diagnostiche. Per l’ecocolordoppler arterioso, soltanto il 14,04% delle prestazioni urgenti viene effettuato nei tempi previsti, l’11,02% delle brevi e il 13,48% delle differibili, con mediane che raggiungono rispettivamente 109, 248 e 276 giorni. Per la colonscopia, le attese mediane arrivano a 378 giorni per la classe differibile e a 524 giorni per la programmata. Per l’elettromiografia, la mediana raggiunge 292 giorni per le differibili e 276 giorni per le programmate.

Numeri che certificano il fallimento di un sistema nel quale la classe di priorità prescritta dal medico troppo spesso rimane soltanto una sigla sulla ricetta.

La CISL di Bari denuncia con forza anche il blocco del confronto con la ASL Bari, intervenuto all’indomani dell’insediamento del nuovo governo regionale, che ha di fatto congelato il percorso costruito nei tavoli negoziali avviati in attuazione del Protocollo regionale del 2 maggio 2023.

Quel confronto aveva portato alla definizione di soluzioni concrete e, soprattutto, alla predisposizione dei percorsi di tutela per i cittadini ai quali il servizio sanitario non riesce a garantire la prestazione entro i tempi previsti. Percorsi che non rappresentano una concessione delle amministrazioni o delle aziende sanitarie, ma un obbligo previsto dalla normativa nazionale e dalla programmazione regionale. La stessa disciplina regionale assegna ai sistemi di prenotazione il compito di predisporre specifici percorsi di tutela per le prestazioni non garantite nei tempi massimi.

Un principio ulteriormente rafforzato dal decreto-legge n. 73 del 2024, convertito nella legge 29 luglio 2024, n. 107, recante misure urgenti per la riduzione delle liste d’attesa. 

I percorsi di tutela erano pronti per essere messi in opera e avrebbero consentito una presa in carico effettiva del cittadino, evitando che fosse lasciato solo nella ricerca di una struttura disponibile. Il sistema sanitario, quando non è in grado di rispettare i tempi prescritti, deve individuare una soluzione alternativa, anche attraverso l’attività libero-professionale intramuraria o il privato accreditato, senza scaricare ulteriori costi sull’assistito.

Invece tutto è stato fermato.

È una situazione paradossale e socialmente ingiusta. Circa un cittadino su due, secondo le valutazioni della CISL territoriale, finisce ormai per rinunciare, rinviare oppure acquistare privatamente visite ed esami che dovrebbero essere garantiti dal servizio pubblico. Gli stessi cittadini saranno però chiamati a sostenere l’aumento dell’addizionale regionale Irpef, pagando un conto sempre più pesante senza ricevere in cambio servizi sanitari adeguati.

Non accetteremo che il diritto alla salute venga trasformato in un privilegio riservato a chi può permettersi di pagare.

La CISL di Bari chiede l’immediata riapertura del confronto con la ASL Bari e con la Regione Puglia, l’attivazione senza ulteriori rinvii dei percorsi di tutela, la piena trasparenza sui tempi effettivi di erogazione e l’individuazione delle responsabilità gestionali nei casi di sistematico mancato rispetto delle priorità.

Il recall può rappresentare uno strumento aggiuntivo, ma non può diventare l’alibi per rinviare le misure strutturali, né può sostituire il diritto del cittadino ad avere una risposta certa quando il sistema pubblico non rispetta i tempi.

In assenza di risposte immediate, la CISL di Bari è pronta alla mobilitazione. Promuoveremo assemblee cittadine e iniziative nei territori della provincia, coinvolgendo lavoratori, pensionati, famiglie, associazioni e amministrazioni locali.

Dalla ASL Bari alla Regione Puglia, nessuno può sottrarsi all’obbligo di applicare rigorosamente le norme. Nessuno può omettere di garantire i percorsi di tutela. Nessuno può chiedere ai cittadini di continuare a pagare tasse, ticket e prestazioni private senza assicurare loro un accesso tempestivo alle cure. Il diritto alla salute non può essere messo in lista d’attesa.

Un momento di grande commozione e profondo significato quello vissuto presso la sede della FNP CISL di Andria, dove la sala riunioni è stata intitolata alla memoria di Riccardo Lotito, storico responsabile sindacale cittadino, scomparso lo scorso 27 aprile. Un gesto che vuole rendere omaggio a un uomo che ha dedicato la propria vita al servizio degli altri, distinguendosi per umanità, generosità, altruismo e straordinario senso del dovere. Sindacalista autentico, punto di riferimento per lavoratori, pensionati e cittadini, Riccardo Lotito ha incarnato i valori più profondi della CISL, mettendo sempre al centro la persona, l’ascolto e la solidarietà. Alla cerimonia di intitolazione sono intervenuti Franco Capodiferro, Segretario Generale della FNP CISL Bari-BAT, Giuseppe Boccuzzi Segretario generale CISL Bari BAT , Tonia Sinisi segretaria CISL Bari, Monsignor Luigi Mansi, Vescovo della Diocesi di Andria, Canosa e Minervino, e Domenico Maiorano Reggente della FNP CISL PugliaPresenti anche i familiari, numerosi amici e tanti cislini che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, condividere con lui il percorso sindacale e apprezzarne le straordinarie qualità umane e professionali.

L’intitolazione della sala riunioni rappresenta un segno concreto e duraturo di riconoscenza verso una persona che ha lasciato un’impronta indelebile nella comunità andriese e nella grande famiglia della CISL. Il suo esempio continuerà a vivere ogni giorno nei luoghi del confronto, della partecipazione e dell’impegno sociale, ispirando le future generazioni di sindacalisti e cittadini. Un ricordo che diventa memoria collettiva e che custodisce l’eredità morale di un uomo che ha fatto della vicinanza alle persone la sua missione di vita.