
Tre piste da battere e subito. Lavoro stabile, sanità efficace e lotta all’economia criminale: la Cisl di Bari convoca il suo «parlamentino», il consiglio generale, e programma l’azione sindacale di fine anno e per il 2026 a partire dall’analisi dei dati e dagli impegni disattesi che fotografano le criticità del palinsesto sociale barese e della Bat. Otto assunzioni su dieci0 non sono stabili, con forti squilibri di genere: gli uomini assorbono il doppio dei contratti a tempo indeterminato rispetto alle donne; ma nel precariato il rapporto si rovescia e sono le donne a superare gli uomini con lavoro instabile. Contratti part-time alle stelle, 43% a Bari, 57,5% nella Bat, la maggior parte dei quali (part time involontari) spesso maschera un lavoro full time. Anche la bilancia delle pensioni presenta dislivelli di genere indegni: a Bari, mediamente, le donne percepiscono una pensione mensile di 900 euro, quella degli uomini arriva a 1.628 per gli uomini. Nella Bat, la forbice è di : 816 euro per le donne contro i 1.368 euro per gli uomini. E le cose non vanno meglio nel mercato del lavoro: resta inevasa poco meno del cinquanta per cento della domanda di lavoro, per mancanza o inadeguatezza delle competenze disponibili. Sistema economico ancora troppo sbilanciato su settori a bassa produttività (turismo stagionale, agricoltura, edilizia, commercio) e su una manifattura debole.
A partire da questi dati e per anticipare una piattaforma di proposte, venerdì prossimo, 28 novembre 2025 (inizio ore 9), nella sala riunione del Formedil (l’ente bilaterale per la Formazione professionale in edilizia, nelle Provincie di Bari e Bat) in Via renato Scionti, 2 (ex Strada Arginale Torrente Lamasinata), l’Unione territoriale sindacale (Ust) della Cisl di Bari riunisce il consiglio generale. Titolo del confronto a più voci: «Il valore della contrattazione. Accordi partecipativi per lavoro, crescita e coesione».
I lavori hanno come momento centrale la relazione del segretario provinciale della Cisl Bari Bat, Giuseppe Boccuzzi, e si avvalgono anche del contributo del segretario confederale della Cisl nazionale, Mattia Pirulli e di quello del segretario generale regionale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci.
«Il bilancio di un 2025 ha tutti i tratti di un anno “storico”, segnato dall’elezione di Daniela Fumarola alla guida nazionale della Cisl, dall’approvazione della legge sulla partecipazione e dalla forte mobilitazione per la pace che ha visto la Confederazione protagonista in Puglia e nel Paese – commenta Giuseppe Boccuzzi – Ora però avvertiamo l’esigenza di una nuova stagione di contrattazione partecipativa, capace di migliorare salari, diritti, sicurezza, welfare aziendale e modelli organizzativi, mettendo lavoratrici e lavoratori al centro dei processi di cambiamento per superare le fragilità di Bari e Bat. Il divario di genere e la precarietà femminile sono le vere emergenze sociale del territorio. Senza una crescita dell’occupazione femminile non ci sarà sviluppo».
Su sanità, welfare regionale e provinciale, Boccuzzi alza il tiro: «Servono atti vincolanti e partecipati. Nel confronto aperto con l’ASL di Bari, vogliamo e dobbiamo arrivare a un Regolamento Asl chiaro, partecipato e realmente operativo, che preveda trasparenza dei tempi di attesa, ampliamento delle agende prestazioni, utilizzo delle fasce orarie aggiuntive, potenziamento degli organici, piena integrazione tra ospedale e territorio, sistemi di richiamo per evitare disdette inutilizzate, criteri di priorità basati sul bisogno clinico. La salute deve tornare ad essere un diritto esigibile per tutti e non un percorso a ostacoli».
Legalità, appalti e responsabilità sociale è l’altro fronte tematico aperto. «Il nostro obiettivo aggiunge il segretario provinciale della Cisl di Bari –è di promuovere accordi territoriali, a partire dal Comune di Bari, che introducano clausole sociali, continuità occupazionale e verifiche sui contratti applicati. Il salario minimo non può diventare un alibi che nasconde lo sfruttamento: la risposta è più contrattazione, più controlli, più legalità. Lanciamo un appello – conclude Boccuzzi – alle istituzioni per una governance partecipata, in grado di affrontare temi oggi cruciali: fuga dei giovani, spopolamento dei piccoli centri, povertà crescente, sanità fragile, servizi territoriali insufficienti».


















Lavoro stabile, sanità efficace e lotta all’economia criminale: venerdì 28 novembre 2025 al Formedil di Bari (ore 9) consiglio generale della Cisl di Bari. Il segretario provinciale della Cisl di Bari, Giuseppe Boccuzzi: «Dalla Asl Bari subito il Regolamento per superare i ritardi nelle liste d’attesa. E per la legalità negli appalti accordi territoriali con il Comune di Bari con clausole sociali, continuità occupazionale e verifiche sui contratti applicati».
Tre piste da battere e subito. Lavoro stabile, sanità efficace e lotta all’economia criminale: la Cisl di Bari convoca il suo «parlamentino», il consiglio generale, e programma l’azione sindacale di fine anno e per il 2026 a partire dall’analisi dei dati e dagli impegni disattesi che fotografano le criticità del palinsesto sociale barese e della Bat. Otto assunzioni su dieci0 non sono stabili, con forti squilibri di genere: gli uomini assorbono il doppio dei contratti a tempo indeterminato rispetto alle donne; ma nel precariato il rapporto si rovescia e sono le donne a superare gli uomini con lavoro instabile. Contratti part-time alle stelle, 43% a Bari, 57,5% nella Bat, la maggior parte dei quali (part time involontari) spesso maschera un lavoro full time. Anche la bilancia delle pensioni presenta dislivelli di genere indegni: a Bari, mediamente, le donne percepiscono una pensione mensile di 900 euro, quella degli uomini arriva a 1.628 per gli uomini. Nella Bat, la forbice è di : 816 euro per le donne contro i 1.368 euro per gli uomini. E le cose non vanno meglio nel mercato del lavoro: resta inevasa poco meno del cinquanta per cento della domanda di lavoro, per mancanza o inadeguatezza delle competenze disponibili. Sistema economico ancora troppo sbilanciato su settori a bassa produttività (turismo stagionale, agricoltura, edilizia, commercio) e su una manifattura debole
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La FEMCA CISL di Bari si conferma primo sindacato alla Bridgestone di Modugno: un risultato che premia partecipazione, competenza e rappresentanza
Grande successo della FEMCA CISL di Bari alle elezioni per il rinnovo della delegazione RSU/RLSSA dello stabilimento Bridgestone Italia Manufacturing S.p.A. di Modugno (BA).
Con 258 preferenze, la FEMCA CISL si conferma prima organizzazione sindacale in azienda, riconfermando il risultato di tre anni fa e portando all’elezione di cinque rappresentanti RSU, frutto di un lavoro costante, di presenza quotidiana e di una contrattazione efficace e partecipata.
Un risultato che testimonia la fiducia dei lavoratori verso una squadra sindacale seria, competente e coerente, capace di rappresentare i bisogni reali delle persone e di trasformarli in conquiste concrete sul piano dei diritti, della sicurezza e delle tutele.
“Questo risultato – dichiarano Pino Anaclerio e Giuseppe Boccuzzi – è il riconoscimento del buon lavoro sindacale portato avanti negli ultimi anni e della capacità della FEMCA CISL di essere punto di riferimento credibile, autorevole e partecipativo all’interno della Bridgestone di Modugno.
La forza della nostra rappresentanza nasce dal dialogo costruttivo, dalla competenza negoziale e da una visione chiara: una contrattazione che metta sempre al centro le persone, il lavoro e la dignità dei lavoratori.
La CISL e la FEMCA continueranno a promuovere un clima aziendale partecipativo, capace di valorizzare la professionalità e di costruire un benessere organizzativo diffuso, convinti che la partecipazione – anche alla luce della recente legge nazionale – rappresenti la chiave per la crescita economica e sociale delle imprese e dei lavoratori.”
La FEMCA CISL di Bari ringrazia tutti i lavoratori e le lavoratrici della Bridgestone per la fiducia accordata, e rinnova l’impegno a proseguire con responsabilità, competenza e dialogo, nella convinzione che solo un sindacato forte, partecipativo e vicino alle persone possa costruire un futuro di maggiore equità, sviluppo e benessere condiviso.


l 14 ottobre a Bari, presso la sala convegni dei Comboniani, si è tenuto l’importante incontro “Innovazione, Diritti, Sviluppo del Territorio”, promosso dal Movimento Lavoratori di Azione Cattolica Italiana (MLAC) per celebrare la Giornata Mondiale per il Lavoro Dignitoso.
La prospettiva dell’incontro si è spostata sul contesto locale con l’analisi del Dottor Eugenio Cascione, direttore Confcooperative Brindisi, che ha fornito una panoramica sulla situazione economica in Puglia, basandosi sui dati della Banca d’Italia. Ha evidenziato che nel 2024 il PIL regionale è cresciuto solo dello 0,5%, meno del Mezzogiorno. Tra i problemi sollevati ci sono le ripercussioni della globalizzazione (dazi), l’aumento dei prestiti familiari (su cui le banche speculano) e la forte emigrazione giovanile laureata, che porta a una perdita di “generatività” per la regione. L’esperto ha sostenuto che è necessario passare dal PIL al FIL (Felicità Interna Lorda), che si misura anche con la qualità e la dignità del lavoro. Nonostante le sfide, i settori agricolo (olio d’oliva, vino) e il turismo si confermano punti di forza.
Il Dottor Giuseppe Boccuzzi, Segretario Generale CISL Bari, ha sottolineato l’evoluzione del mondo del lavoro come una sfida che richiede di mettere al centro la persona, contrastando la mera caccia al profitto. Ha richiamato l’Articolo 46 della Costituzione per promuovere una cultura d’impresa e del lavoro partecipativa, basata sulla corresponsabilità tra datore e lavoratore. Ha insistito sulla necessità di creare ambienti di lavoro con al centro la cultura della sicurezza e della prevenzione, che deve partire dalle scuole, affinché “non ci sia un popolo che rischia la vita per andare a lavorare”.
Leggi l’articolo integrale sul link https://azionecattolica.it/il-lavoro-e-desiderare-di-vedere-oltre/












































































